Dino Drago

E se avessimo posto la domanda sbagliata sulla plastica?

dino drago

Per anni abbiamo raccontato la plastica quasi esclusivamente come un problema.

E abbiamo ottime ragioni per preoccuparci di ciò che accade quando viene dispersa nell’ambiente.

Ma credo che un imprenditore debba avere anche il coraggio di mettere in discussione il modo in cui viene formulato un problema.

Perché a volte basta cambiare la domanda per iniziare a vedere soluzioni completamente diverse.

Possiamo davvero immaginare un mondo senza plastica?

Guardiamoci intorno.

Automobili.

Computer.

Smartphone.

Dispositivi medici.

Imballaggi.

Edilizia.

Agricoltura.

Logistica.

La plastica è entrata profondamente nella nostra infrastruttura economica e sociale.

Questo non significa ignorarne l’impatto.

Significa riconoscere la realtà prima di cercare di cambiarla.

Dire semplicemente “eliminiamo la plastica” rischia di trasformare un problema estremamente complesso in uno slogan estremamente semplice.

Io preferisco un’altra domanda.

Cosa facciamo della plastica quando ha terminato la funzione per cui è stata prodotta?

È qui che nasce il vero problema

Un materiale utilizzato correttamente può creare valore.

Lo stesso materiale disperso nell’ambiente diventa un costo enorme per tutti.

Quindi il punto non è soltanto cosa produciamo.

È il sistema che costruiamo intorno al suo ciclo di vita.

Raccolta.

Recupero.

Tracciabilità.

Trasformazione.

Documentazione.

Quando iniziamo a ragionare in questi termini, la plastica a fine vita smette di essere soltanto qualcosa da eliminare.

Diventa materia da gestire.

Da rifiuto a risorsa

Ed è qui che tecnologia e industria possono fare la differenza.

Esistono processi capaci di recuperare determinate tipologie di rifiuti plastici e trasformarle nuovamente in risorse utilizzabili.

Il principio che trovo interessante non è soltanto ambientale.

È economico.

Prendere qualcosa che possiede un valore apparentemente prossimo allo zero e inserirlo in un processo capace di attribuirgli nuovamente utilità.

È una dinamica che l’industria conosce molto bene.

Perché l’economia circolare, quando funziona davvero, non dovrebbe vivere soltanto di buone intenzioni.

Deve creare processi sostenibili anche economicamente.

Ed è qui che entra l’impresa

Ogni grande problema genera una domanda.

E ogni domanda sufficientemente grande tende a creare un mercato.

Se migliaia di aziende devono affrontare la gestione del proprio impatto legato alla plastica, avranno bisogno di soluzioni.

Non soltanto di dichiarazioni.

Serviranno infrastrutture.

Tecnologie.

Tracciabilità.

Certificazioni.

Servizi.

Competenze.

Ed inevitabilmente serviranno imprenditori capaci di portare queste soluzioni sul mercato.

È questo passaggio che considero particolarmente interessante.

Il modello che sto osservando

È anche la ragione per cui negli ultimi anni ho scelto di approfondire sistemi legati al recupero della plastica e ai CSR Plastic Credit.

Il credito, preso singolarmente, racconta soltanto una piccola parte della storia.

A interessarmi è ciò che avviene dietro.

Il rifiuto.

Il recupero.

La trasformazione.

La tracciabilità.

La possibilità per un’azienda di documentare un’azione concreta.

E infine la costruzione di un ecosistema commerciale capace di collegare tutto questo alle imprese che ne hanno bisogno.

Il valore non è nel singolo pezzo. È nel sistema.

Cambiare paradigma

Forse quindi dobbiamo smettere di discutere soltanto se la plastica sia buona o cattiva.

Un materiale non possiede una morale.

Siamo noi a decidere come produrlo, utilizzarlo, recuperarlo e gestirlo.

Ed è proprio qui che vedo una delle sfide imprenditoriali più interessanti dei prossimi anni.

Non raccontare un mondo nel quale improvvisamente la plastica scompare.

Ma contribuire a costruirne uno nel quale sempre meno plastica venga considerata semplicemente qualcosa da buttare.

Perché quando inizi a vedere una risorsa dove prima vedevi soltanto un rifiuto, non hai cambiato soltanto il modo di affrontare un problema.

Hai cambiato paradigma.

E spesso è proprio da un cambio di paradigma che iniziano i nuovi mercati.

 Per approfondire il progetto e la visione: https://www.winwinstrategies.info/webinar/

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