Ci sono progetti che si comprendono in cinque minuti.
E altri che, guardati superficialmente, sembrano molto meno interessanti di quello che sono.
Negli anni ho imparato che spesso la differenza dipende da dove metti a fuoco lo sguardo.
Se osservi soltanto il prodotto, vedi una cosa.
Se osservi il sistema che può nascergli intorno, ne vedi un’altra.
Quando qualcuno ci presenta un nuovo progetto, la prima domanda viene quasi spontanea:
“Cosa vende?”
È comprensibile.
Ma non è necessariamente la domanda migliore.
Io oggi preferisco partire da:
“Quale problema risolve?”
Perché un prodotto può cambiare.
La tecnologia può evolvere.
Il modello può essere migliorato.
Ma se alla base esiste un problema importante e una domanda reale, ci sono fondamenta sulle quali lavorare.
Se guardiamo esclusivamente ai CSR Plastic Credit, vediamo uno strumento.
Se allarghiamo lo sguardo, iniziamo a vedere molto altro.
Vediamo plastica da gestire.
Aziende che devono affrontare il proprio impatto.
Processi di recupero.
Tecnologie.
Tracciabilità.
Documentazione.
Servizi B2B.
E qualcuno che deve collegare queste soluzioni alle aziende.
Improvvisamente non stiamo più guardando un singolo prodotto.
Stiamo osservando una filiera.
È una dinamica che abbiamo già visto.
Prendiamo l’automobile.
Il mercato non è soltanto l’automobile.
Ci sono componentistica, officine, assicurazioni, distribuzione, software, logistica, servizi finanziari e migliaia di altre attività.
Lo stesso vale per il digitale.
Internet non ha creato soltanto aziende tecnologiche.
Ha creato agenzie, e-commerce, professionisti, software, formazione, logistica e interi mestieri che prima non esistevano.
È questo che intendo quando dico:
non guardare soltanto il prodotto. Guarda ciò che può nascergli intorno.
Questo è un tema al quale sono particolarmente legato.
Ho costruito reti commerciali per gran parte della mia vita professionale.
E continuo a vedere un errore ricorrente:
sottovalutare chi porta una soluzione sul mercato.
Un impianto può essere straordinario.
Una tecnologia può funzionare.
Un servizio può essere utile.
Ma tra quella soluzione e migliaia di potenziali clienti esiste una distanza.
Quella distanza deve essere colmata.
Con marketing.
Commerciali.
Relazioni.
Partner.
Territori.
Competenze.
La distribuzione non è ciò che viene dopo il prodotto.
È parte del modello.
È anche il motivo per cui quando valuto un progetto cerco di disegnarne mentalmente l’ecosistema.
Chi produce valore?
Chi ne ha bisogno?
Chi certifica?
Chi distribuisce?
Chi acquista?
Chi beneficia della soluzione?
Più questi elementi riescono ad allinearsi, più il progetto diventa interessante da approfondire.
Non perché questo garantisca un risultato.
Nel business le garanzie appartengono più alle presentazioni che alla realtà.
Ma perché significa che non stiamo osservando un oggetto isolato.
Stiamo osservando un sistema economico.
A questo punto della mia vita professionale non cerco il prodotto che fa più rumore.
Cerco modelli nei quali riesco a vedere più livelli.
Un problema reale.
Una soluzione.
Una domanda.
Una filiera.
Una rete.
Persone capaci di costruirla.
Quando questi elementi iniziano a incontrarsi, allora voglio saperne di più.
Perché a volte l’opportunità che stiamo cercando è proprio davanti a noi.
Solo che continuiamo a guardarla troppo da vicino.
Per approfondire il progetto e la visione: https://www.winwinstrategies.info/webinar/
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